Napoli, 3 ottobre 2026 – Centottantasette anni fa, il 3 ottobre 1839, la nostra penisola entrava nell’era della modernità con l’inaugurazione della Napoli–Portici, la prima linea ferroviaria della Penisola. Un’infrastruttura lunga 7.411 metri che, collegando Napoli a Portici in appena undici minuti, segnò l’inizio di una profonda trasformazione economica, industriale e sociale che aprì la strada allo sviluppo della rete ferroviaria nazionale, in un paese comunque ancora suddiviso in tanti piccoli stati: tra questi il più grande era proprio il Regno delle Due Sicilie.
Per celebrare questa importante ricorrenza, nella giornata odierna il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa ha promosso una giornata speciale dedicata alla storia, alla cultura ferroviaria e alla valorizzazione di un patrimonio che continua a raccontare l’identità e l’evoluzione dell’Italia.
In particolare nel padiglione delle locomotive a vapore, per l’occasione, è stato possibile ammirare il sollevamento delle “stanghe” della locomotiva storica E 551 001, gesto simbolico che richiama l’evoluzione tecnologica della ferrovia italiana che segue idealmente l’evento promosso lo scorso maggio ad Acqui Terme per celebrare i 50 anni dall’ultimo treno che ha utilizzato questa tecnologia.
A partire dalle ore 12.00 la locomotiva è stata oggetto di un momento istituzionale che è stato trasmesso in diretta streaming sui canali social della Fondazione FS Italiane che ha visto gli interventi di Oreste Orvitti, direttore del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, e di Carlo Franceri dell’Associazione Treno Club Savona.
Riportiamo alcuni passaggi significativi dell’intervento di Carlo Franceri:
“La linea aerea trifase in corrente alternata, con il suo bifilare, è stata tra le cause che hanno prematuramente deciso l’abbandono di questo tipo di trazione elettrica in favore della corrente continua, per la sua complessità sugli scambi in stazione e per la presenza di frequenti cambi di fase.
Sopra alla E 551.001 sono state posizionate le caratteristiche mensole del trifase, nelle due versioni per linea rettilinea e per linea in curva: i due fili di contatto potevano essere semplici oppure doppi, in funzione delle necessità di migliore captazione della corrente.
La poligonazione in rettifilo della linea di contatto poteva essere spostata rispetto alla mezzeria di 5 cm per lato, per evitare un consumo eccessivo dello strisciante.
Molto caratteristico del trifase l’attacco del filo “a maglia”.
Le sospensioni qui presentate dette “di tipo unificato” per curva e rettifilo sono state introdotte a partire dal 1926 circa e sono rimaste in opera fino alla fine del “sistema italiano” nel 1976.
Nel momento in cui il macchinista alzava il trolley della locomotiva, si metteva in moto il compressore meccanico per il caricamento dell’aria nei serbatoi, con un caratteristico ticchettio che dopo qualche minuto cessava. Ogni macchinista all’inizio del turno doveva controllare il buon funzionamento di questi apparati: la mancanza d’aria costringeva ad un caricamento manuale di emergenza, con rischi di sicurezza per il personale.”
Le celebrazioni sono state arricchite dalla possibilità di raggiungere il Museo tramite il Pietrarsa Express, treno storico che collega Napoli a Pietrarsa, a bordo delle carrozze “Centoporte” degli anni ’30 trainate dalla locomotiva elettrica E 656 439 (quinta serie). Inoltre, per l’occasione,è stato riattivato il plastico ferroviario Cesa De Marchi, recentemente restaurato e nuovamente funzionante all’interno del Padiglione del Modellismo, che riproduce un tratto ferroviario caratterizzato proprio dal sistema trifase. Un recupero che testimonia il costante lavoro di conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e tecnico ferroviario svolto dalla Fondazione FS Italiane.
L’anniversario della Napoli-Portici rappresenta ogni anno un’occasione per ricordare il ruolo fondamentale che la ferrovia ha svolto nello sviluppo dell’Italia, nella connessione dei territori, nella crescita economica e nella diffusione dell’innovazione. Oggi il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa conserva e valorizza questo patrimonio, rendendolo accessibile a cittadini, famiglie, scuole e appassionati attraverso attività culturali, iniziative divulgative ed esperienze immersive capaci di avvicinare il grande pubblico alla storia del trasporto ferroviario. A cura di Antonio Bertagnin












Nessun commento
Commenti non disponibili.