San Marino, 8 luglio 2026 – L’Associazione Trenino BiancoAzzurro esprime il proprio pensiero sul comunicato del Movimento RETE, apparso in queste ultime ore su RTV e sulla stampa on line, inerente la questione ferroviaria. Nel dicembre scorso, nell’interpellanza RETE, sebbene non citasse direttamente ATBA, eravamo presenti in buona parte della stessa, ci sta;
oggi vengono citati nel comunicato “gli scudieri”, (che solitamente erano gli assistenti dei cavalieri) ma siamo certi che non intendessero noi di ATBA -sarebbe una caduta di stile in questo caso- e non conoscendo il gergo politico e le dinamiche in quel mondo non ci esprimiamo.
Binario morto: per essere corretti tutti i binari senza sbocco sono binari morti, ma quello in stazione non è un binario morto o di servizio, o tronchino come c’erano decenni fa nella ferrovia San Marino–Rimini nelle stazioni e fermate, servivano per “parcheggiare” i carri merci, o in stazione centrale (per la già ferrovia San Marino) per la sosta delle elettromotrici o le manutenzioni delle stesse.
Ad oggi l’unico binario morto in stazione è adiacente alla scalinata e sotto al palo ferroviario storico, dove vi è adagiato il carrello motorizzato, restaurato e recuperato da ATBA; il secondo è a Ca’ Vagnetto con il carrellino monumentato, giusto per correttezza e per non dare informazioni errate.
In stazione il binario è vivo, la motrice si muove, (certo al pubblico aprirà a breve) la gente si informa, i professori si interessano per il futuro (cito una telefonata di ieri di un professore italiano che cogliendo l’occasione per venire a San Marino, vuol viaggiare con l’AB03, e portare informazioni al Preside di una scuola di Cosenza er organizzare una gita con i ragazzi: strano ma vero, conoscono questa linea… ), i turisti ci chiedono informazioni, italiani, stranieri (vedasi gli ultimi interventi di svizzeri pubblicati sui nostri social), la stampa ferroviaria e non solo; quindi, il binario vive e tornerà a vivere la località della stazione, dopo anni di menefreghismo e abbandono è stata sistemata, ripulita, valorizzata. Non entriamo sul punto stazione-bagni, perché non è nostro compito, seppur se si demoliva ricostruiva si sentivano lamentele peggiori, ma la Stazione, non sono solo i bagni, (chi arrivava fino a pochi mesi fa, con il bus, prima della Porta del Paese aveva come biglietto da visita e porta d’ingresso il mitico monumento il “cesso” fatiscente – già citati nell’interpellanza, se non erro), almeno ora sono stati sistemati. Ora la Stazione è un piccolo gioiello. Sui progetti futuri, sappiamo che ci sono idee, proposte, ma non sta a noi commentare.
Seppur verrà poi detto che noi non c’entriamo nulla e che le nostre sono parole al vento, quando si parla di ferrovia, nel bene o nel male, ATBA è l’unica Associazione inerente a questo argomento: per questo riteniamo opportuno, con la nostra massima educazione e rispetto, in particolare delle autorità esprimere il nostro pensiero. Da comunicato stampa ATBA del 6 luglio
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