TFT-E626_311_ETR250_252-Bibbiena-Ingresso_a_OMS_Porrena-2015-04-Porrena, 7 aprile 2016 -  L’elettrotreno Arlecchino, nato negli anni sessanta da una “costola” del Settebello (il mitico rapido e TEE della Roma-Milano antesignano del Pendolino), tornerà a viaggiare su itinerari d’importanza storica e paesaggistica individuati dalla Fondazione FS per il piacere degli appassionati di turismo ferroviario. L’ETR 252 è l’unico esemplare rimasto del gruppo ETR 250, 4 elettrotreni costruiti nel 1960 dalle Officine Ernesto Breda e classificati da ETR 251 a 254. Gli ETR 250 entrarono in servizio il 23 luglio 1960, in occasione delle Olimpiadi di Roma, compiendo il viaggio inaugurale da Bologna a Venezia. Fu il simbolo del benessere e della ripresa economica degli italiani. Le poltrone erano avvolgenti e comode, le pareti ricoperte di vinilpelle, i pannelli e i tappeti caratterizzati da una vasta gamma di tinte pastello (da qui il nome Arlecchino). Dopo aver effettuato la “Freccia del Vesuvio” Milano-Napoli durante le Olimpiadi di Roma, vennero messi in turno con gli ETR 220, sempre tra Milano e Napoli. Nell’orario invernale 1973-74 effettuarono il “Superrapido” Milano-Roma senza fermate intermedie. A partire dall’orario successivo vennero rimessi in turno con i 220 tra Genova, Milano e Venezia. Fra i servizi particolari svolti nella storia di questi rotabili, da ricordare, in occasione della XXIª giornata del ferroviere dell’8/11/1979, la visita di Papa Giovanni Paolo II° a Roma Smistamento dalla stazione vaticana, a bordo dell’ETR 254. Dalla metà degli anni ’80, con la predominanza dei servizi IC a 200 km/h con composizioni a materiale ordinario, i servizi di questi rotabili si assottigliarono sempre di più fin quando, alla fine del decennio, tutti i complessi vennero accantonati. Nei primi anni ’90 a tre dei quattro elettrotreni, ETR 251, 252 e 253, venne eliminato l’amianto, installati i freni a disco, i vetri Triplex nei belvedere frontali e venne trasformata la terza vettura eliminando la cucina e installando un angolo bar. Per un certo periodo essi effettuarono numerosi treni charter e pubblicitari all’interno della Divisione “Business & Charter”, viaggiando lungo tutta la Penisola e raggiungendo mete ferroviarie fino allora avulse a questi rotabili. Alla fine degli anni ’90 tutti gli elettrotreni vennero accantonati per la demolizione e sopravvisse solamente l’esemplare 252.
In occasione della mostra Annicinquanta tenuta a Milano nel 2005 la motrice “A” di questo elettrotreno venne restaurata dalle Officine Magliola di Santhià ed esposta con il numero 301 e il logo del Settebello in sostituzione del rotabile originale. Un falso storico clamoroso!ETR252-E626_311-trasferimentoOMSPorrena-Bibbiena-2016-03-31-Bara
Nel 2009 l’intero convoglio venne trasferito dalla Magliola di Santhià alla ditta “FD Costruzioni” di Cancello Arnone per essere sottoposto a un restauro estetico in vista dei 170 anni delle ferrovie Italiane e venne esposto nella stazione di Pietrarsa-S.Giorgio a Cremano durante queste celebrazioni.
Il 4 luglio 2013 l’ETR.252 lascia le officine di Cancello Arnone per il Deposito Rotabili Storici di Pistoia dove verrà preservato come rotabile storico.
Nella notte del 30 marzo scorso è stato prelevato dalla Rimessa “Saloni” dell’ex Treno presidenziale di Roma Termini, ov’era custodito assieme ad altri rotabili di alto pregio in carico alla Fondazione FS Italiane. Un convoglio di servizio comprendente la E656 023, la Diesel D445 1011 e un bagagliaio motogeneratore nVDrec per aumentare la massa frenante, ha provveduto a raggiungere Arezzo, tappa intermedia del viaggio verso Porrena, località ove ha sede l’azienda “O.M.S. Ferroviaria S.r.l.”, assegnataria della commessa di restauro funzionale. L’ultima parte di questo viaggio, il mattino successivo, è stato un vero e proprio sodalizio fra vecchie glorie: il prestigioso elettrotreno è stato preso in carico dall’anziana E626 311, perfettamente in ordine di marcia per servizi merci e logistici presso La Ferroviaria Italiana, ferrovia regionale esercente il ramo del Casentino. Un investimento ambizioso quello della Fondazione FSI, che prevede la revisione completa delle parti meccaniche e il restyling degli interni, nel pieno rispetto dell’estetica e dei disegni originari. Nei primi mesi del 2017 l’ETR 252 sarà pronto per viaggiare di nuovo su tutte le linee elettrificate della rete ferroviaria italiana. L’Arlecchino sarà infatti equipaggiato con il moderno Sistema di Controllo della Marcia Treno (SCMT) che consente, al pari dei treni di oggi, di viaggiare in tutta sicurezza. L’ETR 250, famoso all’epoca per il salottino belvedere da cui si poteva apprezzare la bellezza dei paesaggi italiani, è composto da quattro veicoli inscindibili e potrà viaggiare alla velocità massima di ben 180 chilometri orari. Il restauro dell’Arlecchino, consentirà per la prima volta il riutilizzo di un convoglio d’epoca di lusso, capace di viaggiare su tutte le linee elettrificate italiane, aprendo di fatto nuovi scenari al turismo ferroviario nel nostro Paese. A cura di Michele Cerutti

 

 

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