FTM-B51-trenoTransolomites-Cles-2014-04-27-PaoloCorraa-Transdolomites-wwwduegieditriceit-IMG_0718Trento, 29 aprile 2014 – Malgrado l’inclemenza del tempo, ha avuto successo il viaggio promosso e organizzato lo scorso 27 aprile da Transdolomites sulla Ferrovia Trento – Malé, utilizzando il treno storico allestito da Trentino trasporti nel 2009 in occasione del centenario della ferrovia nonesa – solandra. Il convoglio è costituito dall’elettromotrice B 51 che per oltre trent’anni (dal 1929 al 1963) ha trainato carri merci e, talvolta, anche carrozze viaggiatori sulla Ora – Predazzo, la mai dimenticata Ferrovia Elettrica Val di Fiemme, la cui gloriosa sigla F.E.V.F. campeggia, con le sue lettere realizzate in ottone, sulle fiancate del rotabile. Al seguito c’è la carrozza C 326, con la cassa interamente in legno, facente parte del parco viaggiatori della tramvia Trento – Malé, i cui primi veicoli entrarono in servizio nel 1909, anno di attivazione della stessa. Entrambi i veicoli, prima di essere rimessi in servizio, sono stati ovviamente ricostruiti con abilità dalle maestranze delle officine sociali della Ferrovia Trento – Malé (per la B 51 hanno collaborato le Officine di Arquata, in provincia di Alessandria, specializzate nella riparazione di veicoli ferroviari). Da notare che all’interno della motrice e della carrozza sono state ricostruiti fedelmente, secondo i modelli dell’epoca, i sedili costituiti da listelli di legno lucido, molto apprezzati dagli intenditori.

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I partecipanti, provenienti un po’ da tutta Italia, oltre che, ovviamente, dalle valli dell’Avisio, si sono ritrovati questa domenica mattina alla stazione FTM di Trento, e, puntuale alle ore 8,20, il convoglio storico è partito per la sua destinazione, Dimaro, in Valle di Sole. Con una discreta velocità, proporzionata alla veneranda età dei veicoli, lo sferragliante convoglio (è proprio il caso di dirlo) è giunto a Mezzolombardo dove ha incrociato un normale treno discendente verso Trento. La comitiva ha approfittato per scendere e scattare numerose fotografie per l’occasione. Ripreso il viaggio, dopo pochi minuti si è effettuata una fermata straordinaria in prossimità della forra della Rocchetta. Il luogo è qui molto suggestivo: il ponte ferroviario che supera il torrente Noce è posto tra due gallerie, e pure qui diverse persone hanno approfittato della sosta per scattare fotografie. La marcia riprende, il Noce viene superato altre due volte prima che la linea superi con due tornanti la rampa del Sabino, per portarsi dal fondovalle alla planadura de Molàr. La pendenza del 5%, presente anche su curve con raggio di 80 metri (due valori quasi estremi per una linea ferroviaria, seppure a scartamento ridotto), viene affrontata con discreta disinvoltura dall’anziana elettromotrice trainante l’ancora più anziana carrozza tramviaria! Il rumore degli ingranaggi di trasmissione del moto dai motori elettrici agli assi delle ruote (ancora più accentuato quando la velocità non è elevata e lo sforzo è particolarmente impegnativo, come in questo caso, per la salita) fa ritornare alla mente quello che caratterizzava le motrici ferroviarie e tranviarie elettriche di un tempo che fu. Da Mollaro, lo spettacolo dell’ampia valle, con i suoi frutteti a perdita d’occhio e con le Dolomiti di Brenta sullo sfondo, è particolarmente affascinante, seppure ridimensionato dalla presenza di grosse nubi. Poi, ancora un attraversamento del Noce, questa volta con un ardito ponte viadotto che sovrasta il corso d’acqua ad oltre 140 metri: a nord la profonda gola è chiusa dall’imponente diga di Santa Giustina che forma l’omonimo lago; a sud, visibili, tra gli innumerevoli paesi e paeselli, i castelli Valer e Nanno. Qui la sosta del treno è d’obbligo per godere del panorama mozzafiato. Sempre tra meleti si arriva a Cles, capoluogo della Valle di Non. Altro incrocio con un treno diretto a Trento (la domenica mattina non ci sono molti treni in orario e ciò facilità la circolazione di treni relativamente lenti come quello storico). Una fugace magnifica veduta sul lago di Santa Giustina, su Castel Cles e sulla Alta Anaunia (percorsa dal 1909 al 1934 dalla Ferrovia Dermulo – Mendola), precedono la lunga galleria Vergondola (quasi tre chilometri) che permette alla ferrovia di lasciare la Valle di Non e di entrare in Valle di Sole. Tipica valle alpina con fitti boschi di conifere e, nel fondovalle, con estesi meleti ancora in fiore, la valle si apre agli occhi dei viaggiatori dall’alto ponte di Mostizzolo, impegnato poco dopo l’anzidetta galleria. L’accattivante paesaggio scorre velocemente fino a Malé, principale borgo della valle. Breve sosta nella nuova stazione, attivata nel 2003 in concomitanza col prolungamento della linea fino alla località sciistica di Marilleva. Il treno storico percorre per la prima volta il veloce nuovo tratto ferroviario fino a Dimaro, dove, puntuale, termina la corsa. Le fotografie non si contano, soprattutto quando la motrice viene sganciata dalla carrozza per potere portarsi all’altra estremità e così rientrare al deposito di Malé dove il convoglio storico viene normalmente rimessato. Intanto è arrivato mezzogiorno e il viaggio si conclude in un ottimo ristorante situato presso la stazione, al di là del Noce, che in quel punto scorre particolarmente impetuoso.FTM-B51-trenoTransolomites-Rocchetta-2014-04-27-PaoloCorraa-Transdolomites-wwwduegieditriceit-IMG_0698

Tutti sono soddisfatti di questa originale esperienza che molti, soprattutto i più giovani, hanno vissuto per la prima volta. E’ fuori dubbio che Transdolomites, organizzando un simile viaggio, aperto a tutti, abbia voluto dimostrare ancora una volta l’importanza e l’unicità del treno per valorizzare il territorio con un turismo sostenibile di scarso o nullo impatto ambientale. Tanti altri viaggi, utilizzando ferrovie locali, talvolta poco note, sono in programma da parte di Trandolomites con lo scopo principale di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti della cosiddetta mobilità sostenibile. Ci si augura un’adesione sempre più consistente da parte di coloro che desiderano trascorrere una giornata in libertà, senza stress e in amicizia. A cura di Mario Forni per Transdolomites

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