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Arezzo 23 gennaio 2014 – “La sicurezza ferroviaria è diventata un chiodo fisso per l’ASSTRA e la sua sezione ferroviaria, da quando abbiamo cominciato ad occuparci di questo problema per conto delle nostre imprese ferroviarie e dei tanti pendolari che circolano sulle linee ferroviarie regionali. Pendolari che giustamente si sentono trattati come figli di un Dio minore,  tenuto conto della differenza  di regolamentazione e di investimenti per la sicurezza che, incredibilmente,  tuttora sussiste, tra le linee ferroviarie nazionali e quelle locali. Una differenza che diventa abissale se si mettono a confronto la rete dell’Alta Velocità e le reti regionali. L’impegno per la sicurezza c’ha sempre visti schierati con l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF)  su tutti i fronti, specialmente quello della formazione”
Parte in quarta  il secondo Convegno sulla sicurezza ferroviaria organizzato dall’ASSTRA ad Arezzo in coincidenza col centenario  di una impresa ferroviaria storica, la  Ferroviaria Italiana. Con queste parole infatti Marcello Panettoni, il presidente di ASSTRA, ha aperto stamattina la prima tavola rotonda che dà il via alla due giorni in tema di sicurezza sui treni ma anche sui bus. Un tema particolarmente caldo in quest’ultimo periodo a causa dei recenti fatti di cronaca. Panettoni è andato dritto al cuore del problema, alla luce della presentazione dei primi risultati di una indagine ASSTRA, realizzata col prezioso supporto dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie.  La ricerca riguarda la sicurezza ferroviaria delle reti regionali, le criticità del settore e le relative proposte di intervento, che dovranno essere strutturate anche in relazione al livello tecnologico dell’infrastruttura. Questa la situazione attuale fotografata dall’indagine: le reti ferroviarie regionali interconnesse con la rete nazionale ancora escluse dal campo di applicazione del decreto legislativo. n. 162/2007 (che ha istituito l’ANSF) sono 14. Una situazione che è destinata a durare fino a quando non saranno implementati adeguati sistemi di protezione di marcia del treno idonei a rendere compatibili i livelli tecnologici delle reti regionali con quelli della rete nazionale, e ciò al fine di permettere l’armonizzazione degli standard di sicurezza e dei regolamenti. Sono invece 9 le reti locali, cosiddette isolate, cioè non interconnesse con la rete nazionale, per le quali non c’è nessun obbligo di legge che imponga di adeguare i relativi sistemi allo standard di sicurezza valido per la rete nazionale e regionale interconnessa.
“In un Paese che cerca disperatamente di trovare una via di semplificazione e trasparenza per uscire dai tanti problemi che l’attanagliano non è pensabile che rimanga in piedi nel sistema ferroviario un doppio binario di regole, di certificazioni, di competenze e, ci duole dirlo, di attenzione della politica  – così prosegue e conclude il suo intervento Panettoni -  Una attenzione gravida di conseguenze pratiche perché determina come e a chi assegnare le risorse indispensabili per raggiungere gli standard, anche tecnologici, richiesti ai fini della garanzia della sicurezza dell’esercizio ferroviario”
Una situazione molto complicata e complessa messa a fuoco chiaramente dal Direttore dell’ANSF, Alberto Chiovelli, che ha sottolineato nel suo incisivo intervento ”Il tema della sicurezza delle reti regionali è un fatto di sostanza che va al di là di chi esercita le competenze in materia di sicurezza e di cosa prevedono le direttive comunitarie. E’ con questo spirito che abbiamo sentito il bisogno di una stretta collaborazione con il Ministero e con l’ASSTRA ancor prima dell’avvio dei processi di acquisizione delle competenze da parte dell’ANSF ed indipendentemente da come tali processi evolveranno. Le reti regionali, siano esse interconnesse o isolate, devono trovare nel campo della sicurezza una collocazione coerente con la evoluzione tecnologica che c’è stata in questi anni. Raggiungere questo obiettivo primario faciliterà poi anche quella giusta istanza di ottimizzazione delle regole e delle competenze.”  Fonte ASSTRA

 

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