Fondazionefs-PresentazioneprogrammatrenistoriciFVG-palazzoregione-2018-07-16-VisintiniPaolo_tuttoTRENO_wwwduegieditriceitTrieste, 16 luglio 2018 – Una collaborazione, quella tra la Regione e la Fondazione delle Ferrovie dello Stato italiane, che vedrà nel 2019 la fine dei lavori di un’ala della stazione di Campo Marzio (terminale dell’antica linea Austro-Ungarica, Trieste–Vienna) e il conseguente avvio del collegamento tra la stessa stazione di Campo Marzio e il Castello di Miramare, nonché il potenziamento della tratta storica “Pedemontana” Sacile–Gemona del Friuli. E proprio in funzione della futura gestione del museo ferroviario di Campo Marzio è stata siglata oggi a Trieste, alla presenza del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, la convenzione tra Foondazione FS, Rete Ferroviaria Italiana e l’Associazione Culturale Museo Stazione Trieste Campo Marzio che in questi anni ha tenuto aperto al pubblico lo spazio espositivo.
Esprimendo un ringraziamento ai membri dell’associazione per il lavoro di conservazione e di custodia svolto nel corso del tempo, il governatore ha sottolineato le potenzialità della collaborazione con la Fondazione FS. “Dobbiamo sfruttare – ha detto – questa opportunità per valorizzare le peculiarità del territorio regionale e ampliare l’offerta turistica. In quest’ottica quella del treno storico è un’esperienza su cui investire, come si può constatare dal numero di viaggiatori che hanno usufruito di questo servizio”.
Sul progetto della stazione di Campo Marzio Fedriga ha rimarcato la portata internazionale di quello che sarà un sito che comprenderà anche, oltre ad un museo all’avanguardia da un punto di vista tecnologico, anche un albergo a tema, un ristorante e altri servizi; il tutto in un’area che nei prossimi anni, come annunciato dal Comune di Trieste, sarà oggetto di una poderosa azione di riqualificazione urbana.
Un investimento complessivo su Campo Marzio che, come ha ricordato il governatore, ammonta a 18 milioni di euro, di cui 5 già stanziati, 5 a carico dei privati e altri 8 che “dovranno essere finanziati dalle istituzioni europee, dal governo e dalle stesse FS per quella che sarà la prima stazione-museo d’Italia”.
A tal riguardo Fedriga ha evidenziato come, in virtù della portata internazionale del progetto, il sostegno non può ridursi solo al nostro territorio e quindi “si lavorerà con l’obiettivo di cercare un coinvolgimento a livello nazionale ed europeo”.

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Di rotte molto concrete in Friuli Venezia Giulia sulle quali sviluppare il turismo ferroviario ha parlato il direttore della Fondazione FS, Luigi Cantamessa, facendo riferimento in primo luogo “al grande hub ferroviario di Trieste Campo Marzio” che diventerà una stazione per viaggiatori provenienti dall’Austria e dalla Slovenia, oltre che dalla stessa Italia. Turisti ai quali verrà offerta una struttura museale all’avanguardia, dotata di spazi interattivi, oltre che di tutta una serie di servizi. Infine, proprio con il completamento dei lavori della prima ala della stazione (quella che si affaccia a via Giulio Cesare), verrà attivato il cosiddetto rondò storico che collegherà la stessa stazione di Campo Marzio al castello di Miramare.
Per quel che riguarda la tratta Sacile–Gemona del Friuli, Cantamessa ha ricordato il significativo successo del treno storico anche con il conseguimento dell’obiettivo di far diventare le stazioni dei luoghi di sosta per i turisti, a vantaggio dell’economia del territorio. A tal fine la prossima iniziativa sarà quella di potenziare questa linea, intercettando anche il turismo degli appassionati della bicicletta che salgono sui treni verso l’Austria. Comunicato Regione Friuli Venezia-Giulia

 

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