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Roma, 24 febbraio 2018 – Si è svolto il 14 febbraio 2018 nella sede del Ministero delle Infrastrutture a Via Caraci il Seminario sull’attuazione della L. 128/17 relativa alle Ferrovie Turistiche organizzato da A.Mo.Do. (Alleanza per la Mobilità Dolce) e FIFTM (Federazione Italiana Ferrovie Turistiche e Museali).
La Portavoce di Amodo, Anna Donati, già promotrice della Legge sulle Ferrovie Turistiche approvata la scorsa estate, ha esposto le dieci azioni utili all’attuazione della normativa:

1    attuazione dei decreti attuativi previsti entro 180 giorni della promulgazione per darne effettiva esecuzione;
2    inserimento delle linee turistiche nel contratto di programma di RFI e degli investimenti regionali: senza pianificazione non vi può essere prospettiva;
3    possibilità di ampliare l’elenco delle infrastrutture già inserite;
4    risolvere le regole di esercizio per le ferrovie turistiche superando alcune criticità della circolare ANSF sulla sicurezza;
5    individuazione di risorse finanziarie stabili per i treni storici visto che attualmente il quadro appare diversificato;
6    promozione anche sulle linee ordinarie e creazione di un’offerta unitaria commerciale tra i diversi segmenti;
7    avvio della sperimentazione del Ferrociclo in Sardegna e in Calabria;
8    individuazione di partner strategici attesa la manifestazione di interessi da parte di imprenditori turistici;
9    istituzione di un tavolo tecnico presso il MIT anche per coordinare il variegato mondo dell’associazionismo;
10    istituzione di un comitato tecnico scientifico presso il medesimo ministero che attui un raccordo anche a livello regionale.
Enrico Puja, DG del MIT con delega alle ferrovie turistiche ha evidenziato come queste linee costituiscono un elemento fondamentale di ridisegno dell’offerta di trasporto nell’ambito di una migliore logistica del Paese e che la priorità nel loro esercizio debba essere definita in accordo con il MIBACT per promuovere il turismo nazionale.
Amedeo Gargiulo, Direttore di ANSF, ha ringraziato per l’importanza dell’iniziativa in quanto un seminario può gettare le basi per la migliore attuazione in questo particolare momento di attenzione sulle ferrovie turistiche anche sul vasto pubblico. Ha però invitato tutti ad avere una visione unitaria pur se ogni linea possiede una particolare connotazione. In tale ottica debbono essere risolte le criticità applicative della L. 128/17 ad infrastrutture che per anni sono state esercite solo in regime turistico come in Sardegna (dove alcuni tratti funzionano in regime di tranvia); ciò anche facendo riferimento al contesto comunitario dove le norme sulla sicurezza ferroviaria debbono applicarsi in modo proporzionale alla tipologia di esercizio. È necessario che anche l’USTIF comprenda tali peculiarità. La sicurezza deve essere una priorità in quanto nell’ambito turistico l’elemento umano è l’unica ridondante fondamentale; in particolare l’ingegnere ha sottolineato la tematica dei P.L. che sulle linee turistiche con scarsa frequenza richiede particolari accorgimenti e molto buonsenso. Da ultimo è stata annunciata la prossima pubblicazione di linee guida sul ferrociclo che può rappresentare un’importante saldatura con le diverse forme di mobilità dolce assicurando la sopravvivenza dell’armamento ferroviario ed una gestione oculata in termini di sicurezza.
Luigi Cantamessa, DG di Fondazione FS, ha ricordato come l’ente del Gruppo Ferrovie sia nato dopo 20 anni di battaglie e che dal 2003 non vi è stato alcun incidente grazie alla particolare attenzione alla sicurezza. Ha concordato sulla necessità di risolvere le criticità di esercizio emerse in sede di prima attuazione evidenziando come RFI abbia espresso disponibilità per normare l’esercizio in sicurezza di treni storici senza attrezzaggio tecnologico alla condotta. L’ingegnere ha evidenziato la serrata tempistica nella risoluzione dei nodi critici per poter avviare da subito la stagione dei treni storici 2018. Sul punto è necessario un contesto normativo dedicato e diverso dallo strumento della deroga rispetto alla circolazione ordinaria per poter far ulteriormente crescere l’importante traguardo dei 140.000 viaggiatori raggiunto nel 2017.
Paola Firmi, Direttore Tecnico di RFI, ha concordato sull’esigenza di analisi puntuali per le specifiche tratte illustrando la richiesta di alcune risorse di finanziamento per oltre 300 milioni di euro (dato aggregato che comprende anche le infrastrutture dismesse da riaprire al servizio).
Alberto Sgarbi, Presidente della FIFTM, ha sottolineato come il tema delle ferrovie turistiche sia ormai uscito dalla cerchia degli appassionati per raggiungere un’alta visibilità anche grazie al lavoro del MIT e del MIBACT. Occorre però confrontarsi con i dati esteri dove l’Olanda muove 700.000 passeggeri all’anno e l’Inghilterra addirittura 10 milioni. Si tratta quindi di un’enorme spazio di crescita per l’Italia dove però occorre affrontare i costi della scarsa educazione ferroviaria, che richiedono un’elevata sicurezza, mettendo a valore l’intero sistema. Il tema è particolarmente sensibile perchè le linee turistiche italiane hanno lunghezze elevate rispetto alla media di 30 km estera.

Carlo Poledrini, rappresentante di ASSTRA e ferrovie sarde, ha rimarcato l’importanza del “deviatoio” rappresentato dalla L. 128/17 evidenziando che per rimanere sul giusto binario occorre una coesione sull’obiettivo da parte di tutti.

L’Ing. Moretti, Presidente di Fondazione FS, ha invitato i presenti ad un certo pragmatismo per evitare facili illusioni: esistono già 600 km di linee in esercizio e l’apertura indiscriminata di nuove ferrovie senza una visione anche commerciale rappresenta una chimera per evitare la dispersione dei finanziamenti pubblici. Occorrono quindi target minimi possibilmente in presenza delle grandi città per rendere sostenibili le ferrovie turistiche. E’ necessario buonsenso anche in tema di sicurezza per avere investimenti mirati che siano proporzionali all’effettivo esercizio evidenziando la singola casistica. L’ingegnere ha ringraziato la particolare attenzione del MIBACT e delle associazioni organizzatrici che hanno reso possibile una visione anche all’interno del Ministero delle Infrastrutture sulle potenzialità delle ferrovie turistiche.

Il Seminario si è quindi concluso con altri contributi in tema di Ferrociclo (Gianfranco Damiani) e di utilizzo di aree immobiliari di RFI in chiave turistica (Ilaria Maggiorotti) e l’intervento conclusivo degli organizzatori.

È opinione diffusa, come emerso dalla lucida analisi dell’Ing. Cantamessa, come le ferrovie turistiche possano costituire un volano di sviluppo soprattutto per far rinascere una visione della bellezza minimalista dei piccoli borghi attraversati portando alla riscoperta di itinerari che rappresentano il tessuto fondante del Paese. Del resto l’Italia è nata anche grazie alla capillarità delle linee secondarie che abbiamo il dovere di riscoprire nell’ottica di bene comune capillare che può far nascere una coesione nel paese dei tanti campanilismi.

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