ASSTRA-ConvegnoTariffeBiglietti-Bari--2016-07-07-fotoASSTRA_tuttoTRENO_wwwduegieditriceitBari, 7 luglio 2016 – Viaggiano a due velocità diverse le tariffe del trasporto pubblico locale: in Italia sono le più basse d’Europa e in particolare le tariffe applicate in Puglia sono le più basse del Paese. E’ quanto emerso questa mattina a Bari dove per due giorni si confrontano le aziende di trasporto pubblico locale a livello mondiale spiegando, ciascuno per la propria esperienza, quelle che vengono definite “buona prassi”, ovvero le scelte migliori possibili per rendere efficienti la gestione delle aziende e la qualità del servizio. Nel convegno organizzato da ASSTRA (Associazione delle Aziende di Trasporto) e Uitp (Associazione Internazionale del Trasporto) a Villa Romanazzi Carducci, si è parlato della situazione italiana rispetto alle altre realtà europee e mondiali, dopo i saluti del presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo e dell’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Bari, Giuseppe Galasso.
La questione delle tariffe crea inevitabilmente problemi alle aziende, che sono vincolate per legge a rispettare il 35% del rapporto della vendita dei biglietti rispetto ai costi operativi. Per una serie di ragioni tutto questo non ha funzionato, tanto che a 19 anni dall’entrata in vigore del decreto 422/97 la media nazionale è al 30,8%, col Nord che supera il 35%, il centro che si attesta al 27% ed il Sud bloccato al 19,2. Pochissimo, se si pensa che in Europa si viaggia, è il caso di dire, ad altra velocità: Parigi al 73%, Londra al 65, la Spagna intorno al 50.
Ma va detto anche che all’estero il prezzo medio di un biglietto è sicuramente superiore alla media italiana, che è di 1,50 euro: 1,80 in Francia, 2,80 in Germania, 3,20 a Londra. Ne consegue, inevitabilmente, anche una migliore qualità del servizio.
Che fare, quindi? Una via potrebbe essere la liberalizzazione delle tariffe, stimolando l’utilizzo del mezzo pubblico, senza però dimenticare che non si possono aumentare i costi diminuendo servizi e qualità. E’ indispensabile tener conto delle fasce deboli della popolazione cominciando ad agire ad esempio sulle fasce di reddito, combattere l’evasione, programmare, correlare qualità e prezzo. La parola d’ordine, quindi, potrebbe essere “sinergia”. In Puglia, esistono già diversi esempi virtuosi in tal senso. Il che dimostra come sia possibile lavorare nel modo giusto.
Insomma, la questione delle tariffe del trasporto pubblico locale è insieme culturale, gestionale e sociale perché coinvolge tanti aspetti della vita quotidiana di persone e aziende e per questo va affrontata in maniera da adeguarla ai tempi, alle esigenze, alle realtà territoriali. Ovviamente coniugando il tutto con la qualità del servizio.
Tra gli interventi quello di Matteo Colamussi, Presidente della commissione economica nazionale di ASSTRA, nonché di Ferrovie Appulo Lucane.”Ci sono due Italie del trasporto pubblico e due Europe delle tariffe. La Commissione economica di Asstra nazionale in questi mesi ha lavorato su un pacchetto di proposte per superare le criticità della legislazione italiana in materia di tariffe del trasporto pubblico, con particolare riferimento al Decreto 422 del 1997. Quello che a nostro avviso servirebbe è: liberalizzazione delle tariffe per garantire maggiore equità sociale, miglioramento dei servizi da parte delle Aziende e maggiori finanziamenti da parte delle Istituzioni per incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico, lotta all’evasione e sensibilizzazione degli utenti al pagamento del biglietto per invertire la tendenza che ad oggi vede le aziende concentrarsi più sulla diminuzione dei costi che sull’aumento dei ricavi”.
“Il Decreto 422/97 impone alle Regioni di approvare strumenti di programmazione (non tutte li hanno ancora approvati) in base ai quali poi stabilire le tariffe ed impone alle aziende di raggiungere il rapporto del 35% di ricavi da traffico sul totale dei costi operativi. A causa delle note disomogeneità territoriali, tariffarie ed infrastrutturali del nostro Paese, il Nord supera il 35%, mentre il Sud non raggiunge il 20% sia per la qualità dei servizi offerti, sia per l’impossibilità da parte delle aziende di stabilire le tariffe garantendo agevolazioni alle fasce di reddito più basse ed aumentandole alle fasce più alte. In più l’Italia è il Paese europeo in cui le tariffe sono più basse: il costo medio di un ticket in Italia è di 1,50 euro, contro i 2,80 euro della Germania ed i 3,20 euro dell’Inghilterra. Riteniamo infine che, al netto della definizione dei costi standard, vadano definiti anche dei ricavi standard che, però, non possono prescindere dalle esigenze di territorialità, sburocratizzazione e maggiore competitività”.
Domani, seconda ed ultima giornata: sarà illustrata una ricerca sulle tariffe nel trasporto pubblico, presente anche l’assessore alla Mobilità della Regione Puglia, Giovanni Giannini. Comunicato ASSTRA e FAL

 

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