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Pietrarsa, 5 ottobre 2015 – In occasione della riapertura al pubblico del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, la Fondazione FS ha organizzato ieri un treno d’epoca sulla  linea Napoli – Portici – Torre Annunziata denominato “Pietrarsa Express” con fermata a Pietrarsa e la possibilità di visitare il museo con un biglietto comprensivo di accesso e del viaggio a/r al costo di 10 Euro. Le visite alla collezione dei rotabili storici sono state curate dalle guide ufficiali del museo, mentre altri eventi collaterali sono stati organizzati da alcuni istituti scolastici presenti sul territorio.
Il convoglio era composto dalla locomotiva elettrica E 626 428, da quattro vetture “centoporte”  serie Cz 36.000 e da una Cz 39.000 in dotazione alla associazione siciliana Treno D.O.C. ed è giunto a Napoli da Catania il giorno 29 settembre con un invio a vuoto.


Il convoglio di andata è giunto al binario 2 della fermata del museo percorrendo il binario illegale da Napoli San Giovanni Barra a Portici al fine di consentire la discesa dei viaggiatori direttamente sulla banchina di Pietrarsa caratterizzata dalla tipica pensilina ottocentesca oggetto di recente restauro.
Nei giorni 1, 2 e 3 ottobre, il convoglio è stato utilizzato sempre sulla tratta Napoli C.le – Pietrarsa – Portici – Torre Annunziata C.le per dei viaggi andata e ritorno riservati ai partecipanti al convegno “Gli stati generali del turismo sostenibile” . Il convoglio è poi rientrato in Sicilia il 5 ottobre come invio a vuoto.
Nei giorni precedenti l’apertura del museo i soci del Clamfer – Club Amici della Ferrovia di Napoli,  quale associazione partner dell’evento di riapertura del museo, hanno provveduto a ripulire ed a rimettere in funzione il plastico “Brunetti” dopo i lavori di restauro nel sito museale ed a presenziarne l’esercizio durante la manifestazione del 4 ottobre. Il Clamfer ha anche allestito una mostra tematica che, attraverso una serie di pannelli illustrativi, ha documentato gli avvenimenti che condussero all’idea della storica prima tratta ferroviaria Napoli – Portici inaugurata nel 1839.

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La riapertura del museo di Pietrarsa è stata possibile in quanto si sono conclusi i primi importanti interventi di restauro del sito al fine di trasformarlo in un polo museale ancora più attraente, moderno e funzionale; l’evento ha avuto un notevole riscontro di partecipanti (3.300 persone secondo il dato di Fondazione FS). I lavori hanno riguardato, tra l’altro, il rifacimento delle copertura del padiglione delle locomotive a vapore, la sostituzione dei finestroni in legno con altri in alluminio ed  il rifacimento degli intonaci esterni ed interni per renderli più idonei all’ambiente aggressivo marino, il rifacimento degli impianti tecnologici per gli adeguamenti alle nuove norme, la ricostruzione della scogliera a  mare danneggiata da una mareggiata a seguito di una tromba d’aria nel giugno 2014, il rifacimento della balaustra della passeggiata prospiciente il mare con elementi in cristallo al fine di valorizzare l’aspetto paesaggistico del sito museale. Attualmente sono in corso di completamento i lavori di restauro delle facciate lato mare dei padiglioni A,  B e C.

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A partire dal 5 ottobre, il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa sarà aperto ogni venerdì dalle 9:00 alle 16:30, ogni fine settimana dalle 9:00 alle 18:00 e tutti gli altri giorni su prenotazione per grandi gruppi. È auspicabile per il futuro che nei giorni di apertura del museo venga reso permanente per il pubblico il collegamento tra Napoli Centrale e Pietrarsa mediante l’utilizzo di un treno d’epoca in forza alla Fondazione FS e con la formula commerciale del biglietto comprensivo di viaggio e visita al museo. A tale scopo potrebbe essere utilizzata una composizione di elettromotrici o un elettrotreno,  il cui impiego sarebbe più rapido per “l’inversione di banco” nelle stazioni di Napoli Centrale e di Torre Annunziata rispetto ad una composizione costituita da  locomotiva e carrozze che necessità della manovra di riposizionamento della motrice alla testa del convoglio. A cura di Antonio Bertagnin

 

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