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Roma, 30 gennaio 2015 – E’ stato firmato oggi, presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, alla presenza del Ministro Pier Carlo Padoan, un accordo tra la Banca europea per gli investimenti (BEI) e il MEF, finalizzato al finanziamento del piano di interventi di Rete Ferroviaria Italiana (RFI). L’accordo per la concessione di un prestito di quasi un miliardo di euro (esattamente 950 milioni) da destinare all’ammodernamento delle linee ferroviarie convenzionali e delle tratte regionali e locali dal Nord al Sud d’Italia è stato siglato dal Vicepresidente della BEI, Dario Scannapieco e dal Direttore generale del Tesoro Vincenzo La Via. Erano presenti anche l’amministratore delegato di FS Italiane, Michele Mario Elia, l’amministratore delegato di RFI, Maurizio Gentile e rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
Con questa operazione, la Repubblica Italiana può avvantaggiarsi delle condizioni favorevoli dei prestiti BEI, che grazie alla propria solidità patrimoniale emette obbligazioni sui mercati internazionali alle quali è riconosciuta la tripla A dalle principali agenzie di rating. Ciò permetterà quindi al Tesoro, destinatario del finanziamento, un risparmio nella spesa per interessi. Il Tesoro, a sua volta, indirizzerà le risorse al piano di investimenti di Rete Ferroviaria Italiana che, attraverso un contratto di progetto, si impegna a realizzare interventi di ammodernamento, adeguamento e manutenzione di tutta la rete convenzionale delle ferrovie italiane, di cui quotidianamente usufruiscono milioni di cittadini italiani. Buona parte degli interventi è prevista nel Mezzogiorno.
 Il finanziamento arriva alla fine di un processo di valutazione della BEI volto a verificare la conformità del progetto a determinati criteri (ad esempio, rispetto delle regole di procurement, tutela ambientale ). L’intero iter è un’ulteriore garanzia della qualità dell’intervento.

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Il Ministro Padoan ha sottolineato come questa operazione rientri nella strategia di rilancio degli investimenti a cui il governo è fortemente impegnato. ”Due gli obiettivi che si intendono perseguire. Da un lato – ha puntualizzato Padoan – migliorare le infrastrutture e i servizi a disposizione dei cittadini; dall’altro, rilanciare una stagione di investimenti per favorire la crescita economica e la creazione di posti di lavoro. Lavoreremo perché la BEI finanzi altri progetti partendo da quelli già individuati dalla task force nazionale e trasmessi alle istituzioni europee”.
Il Vicepresidente della BEI Scannapieco ha messo in evidenza l’importanza dell’operazione. ‘’La Bei, dopo essere stata il principale finanziatore dell’Alta velocità ferroviaria, sostiene ora le tratte locali, utilizzate ogni giorno da milioni di italiani. Ancor più – ha aggiunto Scannapieco – sottolineo l’importanza dell’operatività diretta con il Tesoro: uno schema con effetti positivi sulle finanze pubbliche e che auspico possa essere replicato in altri settori”.
L’amministratore delegato di FS Italiane Elia ha affermato che l’accordo firmato oggi ‘’è un ulteriore passo per rafforzare la già importante attenzione della Bei per i progetti ferroviari italiani. Una delle priorità strategiche per il Gruppo è, infatti, quella di avviare nuovi cantieri per gli interventi di ammodernamento infrastrutturale e tecnologico della rete convenzionale. Investimenti resi possibili dai recenti provvedimenti del Governo quali il Decreto Sblocca Italia e la Legge di Stabilità 2015. Queste nuove risorse finanziarie permetteranno di accelerare l’avvio dei cantieri e di sbloccare alcune importanti opere già progettate. Così da contribuire alla ripresa della crescita e dell’occupazione. Dotare il Paese di linee ferroviarie più funzionali per il traffico regionale, metropolitano e merci è inoltre essenziale e fondamentale per l’efficienza del sistema trasportistico italiano migliorando gli standard di qualità e puntualità”. Fonte FS Italiane

NdR: ci si augura che questo finanziamento serva in parte, oltre “all’adeguamento tecnologico”, a ristabilire un po’ di infrastruttura relativamente alla flessibilità del servizio ovvero ripristinare stazioni per effettuare incroci e precedenze: non ha logica trasportistica che ci siano linee, sia a binario unico, sia a doppio binario, dove per decine di chilometri non è possibile effettuare questo tipo di manovre rendendo l’infrastruttura inefficente, con soppressione dei servizi in caso di criticità della circolazione.

 

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