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Udine, 29 dicembre 2014 – Regione Friuli Venezia Giulia, le due Comunità montane del Friuli Occidentale e del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale, la Fondazione Cassa di risparmio di Udine e Pordenone e la Ferrovie Udine Cividale (Fuc) hanno formalmente siglato oggi a Udine il protocollo d’intesa per la realizzazione dello studio di fattibilità, a cura della stessa Fuc, per una valutazione economico-finanziaria sulla riattivazione della linea ferroviaria Sacile-Gemona.
Il documento, che impegna Ferrovie Udine Cividale a predisporre questo studio nel tempo massimo di 150 giorni (dunque entro maggio 2015), è stato sottoscritto dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Mariagrazia Santoro, dai presidenti delle Comunità, Andrea Carli e Aldo Daici, dal presidente della fondazione Lionello D’Agostini e dell’amministratore unico di Fuc Maurizio Ionico.
Le risorse per realizzare lo studio di fattibilità ammontano a complessivi 40 mila euro, che saranno messi a disposizione dalle Comunità montane e dalla Fondazione Crup, con un contributo di 10 mila euro ciascuna, e per la restante parte ricomprese nel trasferimento annuale della Regione alla stessa Ferrovie Udine Cividale.
“Apriamo, grazie alla stipula di questo protocollo, un percorso serio e puntuale di approfondimento per valutare tutte le possibilità di riapertura della Sacile-Gemona”, ha sottolineato al termine l’assessore Santoro. “Se, infatti, la Regione ha già più volte espresso la volontà di riapertura di questa linea, anche in chiave turistica e di valorizzazione del territorio, e quindi auspichiamo che la tratta su rotaia possa tornare in esercizio dopo la sospensione del luglio 2012 – ha osservato l’assessore Santoro – riteniamo indispensabile con questo protocollo d’intesa valutare ed evidenziare tutti gli elementi di contesto che possano rendere praticabile la riapertura di questa tratta”.
Lo studio, dunque, dovrà capire, in primis, quali potrebbero essere i costi di ripristino e quelli successivi di gestione, nonché ipotizzare la possibile utenza, sia in termini di passeggeri che di transito merci. A sua volta il presidente D’Agostini ha dichiarato che “nell’ottica di garantire un sostegno allo sviluppo del territorio delle province di Udine e Pordenone, partecipiamo a questa azione sinergica che mette in rete la Regione, le Comunità montane e la Fondazione, per verificare la fattibilità del ripristino di una linea ferroviaria che si sviluppa nel cuore del nostro Friuli”.
I “contenuti e le attività” che Fuc dovrà costruire entro maggio 2015 riguardano, come indicato dall’odierno accordo, “la definizione del contesto di riferimento, anche in termini di ruolo del collegamento ferroviario, l’analisi della domanda potenziale, la definizione del progetto (anche con una valutazione di una possibile riapertura per fasi della linea), l’analisi dello stato dell’infrastruttura e la definizione degli interventi necessari per riattivare il servizio. Fonte Regione Friuli Venezia-Giulia

 

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